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Nel caso in cui venisse accettata, l’iniziativa “acqua potabile pulita” metterebbe l’agricoltura svizzera in ginocchio. Non è altro che un pericoloso “esperimento agro-politico”, che non prende di mira soltanto la difesa delle colture, ma anche il foraggiamento degli animali da reddito, la biodiversità, la ricerca agraria e l’utilizzo di antibiotici.
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Una rinuncia completa ai prodotti fitosanitari porterebbe la produzione vegetale in Svizzera – che sia PER o BIO è indifferente – a un ridimensionamento massiccio con una riduzione dei raccolti che andrebbe dal 20 al 40%. Con una produzione in netto calo, i prezzi dei generi alimentari svizzeri schizzerebbero alle stelle e le importazioni aumenterebbero. I prodotti importati, lo ricordiamo, verrebbero da paesi con condizioni di produzione che non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelle svizzere, soprattutto per quanto riguarda il benessere animale e il rispetto per l’ambiente.
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L’obbligo di utilizzare esclusivamente mangimi prodotti nella propria azienda limiterebbe in maniera estrema la produzione di uova, pollame e carne di maiale. Questi alimenti di conseguenza verrebbero sempre più da paesi in cui il benessere animale è molto più basso. Inoltre i sottoprodotti dell’industria agroalimentare, come ad esempio la crusca dei cereali derivati dalla macinazione, non potrebbero più essere usati per produrre mangimi, come succede oggi, ma finirebbero negli impianti di biogas o negli inceneritori. Un’assurdità ecologica.
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A subire maggiormente gli effetti dell’iniziativa sarebbero le piccole aziende che praticano un’agricoltura estensiva. Esse ricavano gran parte delle proprie entrate dai pagamenti diretti e la loro esistenza ne è totalmente dipendente. Sarebbero le vittime predestinate delle richieste aggiuntive che l’iniziativa vuole introdurre per ricevere i pagamenti diretti e, se passasse, sarebbero condannate alla rovina.
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La comunicazione che ruota attorno all’iniziativa fa sembrare, in maniera del tutto ingiustificata, la qualità dell’acqua potabile pessima. Di fatto la qualità dell’acqua potabile in Svizzera, anche in un confronto su scala mondiale, è eccezionale. Nel 98% delle stazioni di misurazione dell’acqua sotterranea il limite previsto di 0,1 μg/l di principi attivi dei prodotti fitosanitari è rispettato. Questo limite è davvero bassissimo. A titolo d’esempio, il valore limite per il piombo è mille volte maggiore!
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L’agricoltura prende molto seriamente i propositi dichiarati dell’iniziativa: con il “Piano d’azione nazionale dei prodotti fitosanitari”, la “Strategia nazionale contro le resistenze agli antibiotici (StAR)”, il “Piano d’azione per la promozione della biodiversità” e la “Strategia per produrre mangime svizzero sostenibile” avviata direttamente dal settore, l’agricoltura e le autorità stanno già facendo molto per migliorare ulteriormente.
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percente delle captazioni d'acqua sotterranea rispetta il valore richiesto di 0,0000001 g/l
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percente del mangime per gli animali proviene dalla Svizzera.
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percente l'utilizzo di antibiotici nella medicina veterinaria negli ultimi 10 anni è diminuito.